Cooperativa SENAPE

Cooperativa SENAPE

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Abbiamo preparato un ricco, originale, utile programma di attività autunnali. Molte sono gratuite, una (la MAGIA PER BAMBINI) a pagamento. Vi interessa partecipare? Contattateci!

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La Cooperativa Senape proporrà nei mesi autunnali un inedito calendario di iniziative aperte alla cittadinanza o destinate ai richiedenti asilo nostri ospiti.
 
Una delle iniziative più interessanti è il CORSO DI MAGIA "Mago per davvero", rivolto a ragazzini dagli 8 anni in su, che potranno apprendere dal MAGO RENE' le principali magie e i più stupefacenti trucchi per incantare amici e parenti nelle giornate natalizie (e non solo...).
Far scomparire e far riapparire, cambiare forma, spostare... Tutto ciò che non ha una spiegazione e che sembra pura "apparenza", ci affascina e ci incuriosisce. Le mani svelte dei bambini, i loro occhi attenti, la loro capacità di apprendere sono gli elementi sui quali il Mago René baserà le sue lezioni, portando tutta la sua esperienza e la sua competenza. Lezioni attive, in cui ai maghetti verrà data la possibilità di creare gli oggetti per fare le magie.
 
Un corso di magia sarà poi destinato ai richiedenti asilo. Niente magia nera però, si chiamerà "Magia Colourful".
 
Ma iniziamo coi bambini, le iscrizioni sono già aperte e i posti sono limitati,per consentire a tutti una piena fruizione degli incontri.
Il corso avrà luogo da sabato 24 settembre, per 10 sabati, in via Lanza 114, sede della cooperativa.
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ADE

A Casale è arrivato nel 2010, ma è in Italia da una decina d'anni: “Avevo 13 anni quando sono venuto dalla Nigeria”.

 

Eri poco più che un bambino... Cosa hai pensato quando sei arrivato, lo ricordi?

La mia prima preoccupazione era quella di trovare un tetto e un letto per dormire. Avevo tanta paura e non conoscevo la lingua. Ed era tutto strano: la gente mi sembrava strana e mi sentivo solo. Ero solo! Sono andato dai carabinieri e loro mi hanno portato in una comunità a Caresana. Quando poi sono arrivato qua a Casale, pensavo di essere l'unico nigeriano presente, nel tempo le cose sono cambiate...

 

Sei mai tornato in Nigeria?

No, mai. Non c'è più nessuno là della mia famiglia. Ma vorrei tornarci.

 

Da quanto tempo lavori per Senape?

Da 2 anni. Mi occupo degli accompagnamenti delle persone diversamente abili al centro diurno, insieme a Gianni. Poi mi occupo dell'integrazione, facendo da intermediario tra la cooperativa e i migranti, per andare in ospedale, per le traduzioni, per la questura e la prefettura... Intermediazione anche in caso di conflitto, con i problemi e le spiegazioni del caso. Nell'ultimo mese ho tenuto alcune lezioni di italiano per le mie connazionali. 

 

In cosa sbagliano i ragazzi e le ragazze africane?

Sono troppo concentrati sui soldi, hanno tanta voglia di guadagnare e a causa di ciò hanno comportamenti sbagliati.

 

Una cosa bella, invece?

Sono simpatici. Se li capisci, ti fanno ridere e insieme a loro ti diverti. C'è tanta umanità...

 

Com'è Casale Monferrato? Ti ci trovi bene?

Casale è un piccolo paese, bello e da vivere: c'è cultura, c'è natura, è la capitale del Monferrato, è tranquillo e si sta bene.

 

Ti vedi qua, in futuro, o altrove?

Mi vedo qua, ma – come dicevo – vorrei tornare in Nigeria ogni tanto. Ormai ho la mentalità europea, sono cresciuto qua e certe cose che si fanno o che succedono in Africa non le sopporterei più. Vorrei una vita ancora più bella e felice.

 

Tu, peraltro, parli benissimo italiano...

Mi sono impegnato molto, davvero molto, e dopo pochi mesi dal mio arrivo in Italia parlavo già italiano. Ho frequentato il FORAL, in cui ho studiato Servizio commerciale all'impresa ottenendo 110 e lode, e mi sono diplomato in ragioneria al Leardi. Ma non ho ancora finito...

 

Cioè...?

Ho un sogno: laurearmi in giurisprudenza. Appena avrò la possibilità economica lo farò e diventerò un avvocato specializzato in diritti umani!

 

 

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Mirella

Cofondatrice di Senape, nel 2004, è conosciuta da tutti o quasi, a Casale e non solo. E' la presidente della cooperativa e se non la trovate in ufficio, potete raggiungerla telefonicamente: se trovate occupato il primo numero, provate col secondo...

Perché è nata Senape?

Per prendere in gestione il canile, che allora era del Comune, e per inserire nel mondo del lavoro una donna disoccupata. Da subito, poi, ci siamo accorti che molte persone avevano svantaggi tali da non trovare una occupazione. E Senape ha sempre cercato di creare opportunità per loro.

 

Quindi è ancora questo lo spirito di Senape?

Sì, le persone più fragili da noi hanno delle chances: arrivano dal servizio psichiatrico, sono ex tossicodipendenti o ex carcerati che vengono impiegati nell'ambito del progetto “messa in prova”, che prevede – a seguito della disposizione del giudice – di 'sostituire' un periodo di detenzione con uno di lavoro. Per i minori questo ha funzionato molto: evita loro il riformatorio.

 

E le donne...?

Anche molte donne: ad esempio quelle che hanno subito violenza. E ora i migranti, perché in base al contratto con le prefetture, noi, oltre a far studiar lor italiano, dobbiamo avviarli al mondo del lavoro. Per molti, che stanno con noi parecchi mesi, è quasi automatico l'inserimento nella nostra cooperativa: c'è sempre qualcosa da fare. Per altri, si aprono altre porte, magari in seguito a corsi o tirocinii.

 

Un grande dolore legato agli anni nella cooperativa Senape...

Aver smesso di occuparsi del canile di Casale. Per me è stata una forte sofferenza personale: se penso ad alcuni di quei cani, che avevo seguito per anni, mi commuovo ancora,

 

E... una grande gioia?

Aver cominciato ad occuparmi dei migranti, un'esperienza che mi ha aperto tanti mondi, che mi mette in discussione continuamente e che mi permette di vedere la vita da un altro punto di vista.

 

Com'è l'integrazione di Senape nel territorio?

Secondo me va molto bene. Non si raggiunge l'eccellenza di Valenza, ma a Casale siamo molto presenti e tutto sommato i ragazzi africani sono ben accolti, nonostante le polemiche e le stupidaggini scritte anche di recente. Questa città è ben altro rispetto a quelle stupidaggini!

 

Dove vorresti andare tra i paesi africani da cui provengono i ragazzi ospiti della cooperativa?

 In Ghana. Penso sia il più vicino a noi, ha il mare e ho tanti amici ghanesi. In più, stiamo seguendo, attraverso una ONG, un progetto di orticoltura in Ghana. Chissà che non ne nasca un gemellaggio...

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A fine agosto 2016 i ragazzi africani accolti a Casale e a Valenza sono 61, di cui 18 donne e 5 bambini. I paesi d'origine sono Nigeria, Mali, Ghana, Senegal, Afghanistan, Gambia, Etiopia, Guinea Bissau, Costa D'Avorio,

L'estate è trascorsa senza lezioni di italiano al CPIA, ma con incontri individuali o di gruppo nel nostro ufficio di via Lanza: conversazione italiana con Emilio, il nostro maestro e ripasso con Ade, uno dei nostri operatori di origine africana.

Poche le novità estive dal punto di vista della loro richieste di asilo

Interessanti invece le attività agricole inaugurate nelle scorse settimane: un orto a Terruggia e uno biologico alla Cascina Nuova di Valenza. L'agricoltura è certamente uno dei settori in cui maggiori sono le potenzialità dei ragazzi africani.

Anche lo sport non è andato completamente in ferie: i giocatori di rugby hanno disputato alcune partite, alternandosi sul campo.

Infine, tra le notizie dell'estate 2016, l'angolo rosa: l'amore tra Chiara e Baboucarr, sfociato in un matrimonio multietnico (per forza...) e multiconfessionale: bianco e nero, cattolicesimo e islam. Una grande festa, una grande pagina casalese e grandi auguri per il futuro. Il loro, il nostro e il vostro.

Nell'immagine, il matrimonio dell'anno...

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Novella è una delle anime della cooperativa Senape. “Sono di Casale, ma ho vissuto 8 anni fuori, in Spagna e in Portogallo: ben 5 anni a Lisbona. Mi occupavo di abbigliamento di secondamano, recupero e riutilizzo. Poi sono tornata, per ragioni personali”.

Rientrata in Italia, Novella è stata una delle fondatrici dello storico progetto RiciCuci, della cooperativa Senape. Parallelamente, con Senape, si è occupata del canile Baulandia, per il quale – pure – recuperavamo stoffe e accessori.

Adesso com'è lavorare per Senape?

Ho di recente cambiato competenze, che mi sono inventata: tengo insieme l'amministrazione, faccio il puzzle tutta la mattina. Mi piace, i puzzle sono cose belle.

 

E le ragazze e i ragazzi africani come sono?

Non li vedo tanto, perché non lavoro più in via Lanza, gli spazi andavano separati... In generale, c'è lo scoglio del non avere accordi con le istituzioni locali per fargli fare lavori utili, così che facciano cose che risultino utili e siano tangibili. Se non fanno niente, non va bene; se fanno gratuitamente sono sfruttati... Non si trova il bandolo della matassa. Dal punto di vista dell'immagine, ci sono sempre cose che non vanno bene. E' complicato...

 

Ti affezioni a qualcuno?

A tutti, ma a nessuno in particolare, a meno che non diventino colleghi e cambi il loro status.

 

Cosa ti caratterizza?

D'istinto dico sempre “sì”, è il mio “doeit”, il dono, come diciamo in Piemonte. D'altra parte, a Casale c'è spazio per tutti, basta che dall'esterno siano leggibili, comprensibili.

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Gianni

Nato a Casale, lavora a Senape dal 2014; è membro del direttivo e impegnato come autista e accompagnatore degli ospiti del Centro diurno per disabili l'Albero in Fiore.

Come sono gli ospiti del centro?

Sono persone tra i 18 e i 65 anni, abitano a Vignale, Mirabello... li porta all'Albero in fiore, dove fanno varie attività cui spesso partecipo. Con loro si verificano situazioni simpatiche e umanamente toccanti.

Con Gianni c'è Ade, amico e collega accompagnatore sul pulmino.

 

Cos'ha Senape di speciale?

C'è molta libertà di esprimersi e si ha la possibilità di cimentarsi in più campi. Ma questo può essere anche un difetto, perché questa libertà può essere fraintesa.... Diciamo che Senape dà la possibilità di ricostruirsi una vita a persone che non avrebbero chances, è un po' una caratteristica che dovrebbero avere tutte le cooperative sociali e qui succede davvero.

 

Dei ragazzi africani cosa pensi?

Stando in città non è come se fossero in una cascina lontano da tutti: sono a contatto con la cittadinanza. Per molti è meglio non vedere gli immigrati, ma ci sono e se li vediamo vuol dire che possiamo integrarli.

 

I colleghi sono anche tuo amici?

Beh, a Casale si mescola un po' tutto. In particolare il mio lavoro ha orari ed esigenze diverse, non fissi, quindi se, come successo di recente, accompagno la squadra di rugby da qualche parte, poi mi fermo e partecipo con loro alle iniziative...

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Emilio

Casalese, dipendente di Senape da circa 2 anni, è il maestro di italiano.

 

Com'è lavorare per Senape?                                                                                   

Bello... A volte mi sento entusiasta, a volte frustrato. È una attività altalenante, in ogni caso quella che mi si addice di più.

 

Imparano, i ragazzi...?

Qualcuno bene, qualcuno male, qualcuno niente. Nel complesso sono più gli studenti che imparano di quelli che non imparano, ma non ci si possono permettere orge di entusiasmo.

 

E i momenti più belli quali sono?                                                                                                       I momenti più belli sono quelli in cui registro i progressi degli studenti, magari per il maggior impegno profuso, magari per la maggior fiducia in se stessi, o magari per la maggior fiducia nel maestro. Io a quel punto sono più soddisfatto e motivato e si arriva al raggiungimento di grandi obiettivi linguistici ed educativi.

 

Cosa fa di speciale Senape nel territorio?                                                                             Integrazione, sicuramente. Svolge un ruolo fondamentale nell'integrazione e nell'accettazione di sé e degli altri.

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Bright e Haruna

Bright (di profilo, con gli occhiali) è a Casale dal 2011 e arriva dal Togo. Aiuta i ragazzi richiedenti asilo ospiti della nostra cooperativa e lo fa volentieri: "Mi piace, così come mi piace abitare a Casale. Mi è piaciuto subito!".

Che consigli dai ai ragazzi in attesa del parere della Commissione Territoriale?                                            

Gli dico: pregate perché il parere sia positivo...

Decisamente più portato per il rugby (gioca nelle Tre Rose) che per la sartoria, Bright a volte si cimenta con la macchina da cucire, ma senza prendersi troppo sul serio...

 

Haruna, ghanese arrivato a Casale nel 2015, è invece abile con la macchina da cucire.

Sei un aspirante sarto?                                                                                                                      

Sì, è la mia passione, è quello che vorrei fare nella vita qua in Italia e a Casale. Senape mi sta aiutando molto in questo.

 

 

 

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Baboucarr

Proveniente dal Gambia, in Italia e a Casale dal 2014, dopo una breve pausa ad AL, operatore della cooperativa.

Sei famoso per il tuo matrimonio, recentissimo, con Chiara...                                                                   Certo, ma io ero già famoso, perché io sono molto sportivo: ho giocato a calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano... sia in società sportive che individualmente, con altri ragazzi.

Lo sport più bello è il calcio, gioco in una squadra amatoriale di Valenza. Ho amici italiani che mi chiamano per giocare, anche a calcio a 7 a Casale, San Germano, Terruggia...

Ti piace lavorare per Senape?                                                                                                             Sì, sennò non lo farei.

Non tutti la pensano così, per molti “basta avere un lavoro”...                                                                 Per me no. Mi piace aiutare i ragazzi africani, che sono oggi come ero io 2 anni fa.

Sei musulmano, cosa pensi degli attentati dell'Isis?                                                                                 Quella è gente cattiva, non sono musulmani, il Corano non giustifica niente di quello che fanno.

Ma loro si professano della tua stessa religione...                                                                                   Lo dicono, ma non lo sono. E chi pensa che non è vero sbaglia, ma non sbaglia perché è in Italia, sbaglia perché ovunque, anche in Gambia, qualcuno riesce solo a pensar male.

Qual è una cosa bella di Casale che in Gambia devono sapere?                                                                 Che mia moglie è di Casale.

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